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giovedì 16 luglio 2009

Eroi o figli degli stenti?


La salma del caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, rimasto ucciso in un agguato in Afghanistan, rientrera' probabilmente oggi in Italia (nel pomeriggio o in serata). Lo hanno riferito fonti del contingente italiano ad Herat. Intanto i tre militari rimasti feriti nell'esplosione dell'ordigno (il tenente Giacomo Donato Bruno, il primo caporal maggiore Simone Careddu e il primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata) sono stati trasferiti dall'ospedale militare di Farah a quello piu' attrezzato di Kandahar. Anche i tre giovani rientreranno probabilmente abreve in Italia, ma per la partenza si attende il 'via libera' dei medici. I tre comunque, confermano le fonti a Herat, non si trovano in pericolo di vita.

La Russa si affretta a dire che è una missione di pace e quindi l'Italia non si ritirerà (ma i morti non resuscitano), Napolitano invece ha espresso il suo cordoglio per la perdita del soldato; ma ha dichiarato che la lotta al terrorismo va conclusa sradicando questo fenomeno anche nei teatri di operazione più duri.

Adesso si torna a parlare anche di eroi. Ragazzi giovani, quasi sempre del sud che vanno in guerra non per spirito patrio (e ci mancherebbe altro; vanno in Afghanistan anche perchè l'Italia non è in pericolo di attacco da parte di nessun altro stato); ma perchè disoccupati e senza altra prospettiva davanti decidono di arruolarsi per costruirsi un futuro. Questi come li chiamate voi eroi o vittime sacrificali?

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